LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE EQUITALIA

Addio a Equitalia entro sei mesi e rottamazione degli interessi delle cartelle esattoriali, con pagamento a rate: è quanto dovrebbe essere previsto nel Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio (Stabilità 2017) approvato sabato 15 ottobre dal Governo con la formula del salvo intese. Le anticipazioni consentono di delineare il provvedimento

La Rottamazione

In attesa della Riforma di Equitalia, dovrebbe dunque partire la nuova campagna di “rottamazione” (ma non sarà un condono fiscale), ossia il diritto ad agevolazioni volte al saldo di cartelle esattoriali giunte a cifre astronomiche.

Nel dettaglio, dovrebbero essere eliminate sanzioni e mora, pagando il debito e gli interessi legali. La possibilità di mettersi in regola con costi aggiuntivi ridotti dovrebbe riguardare tasse e contributi INPS e INAIL, inseriti a ruolo entro fine 2015. Escluse invece le multe per violazione del codice della strada.

Fra Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL, ci sono in ballo ruoli per circa 42,5 miliardi: con un’adesione anche solo del 10% se ne possono recuperare circa 4 mld di debiti pendenti, molti dei quali contratti da imprese o lavoratori autonomi: il 38,3% delle cartelle in questione riguardano imprese, il 38,2% persone fisiche, il 23,5% cittadini con un’attività economica (impresa o professione).

Lo Sconto in cartella

E’ presto per fare calcoli: non è chiaro se si applicherà o meno il forfait del 3% sulle somme iscritte a ruolo. L’entità dello sconto dipende dal debito e dal ritardo accumulato, tanto da poter arrivare al 50% della cartella. Esempio: su una contestazione per indebite detrazioni IRPEF in dichiarazione dei redditi per 3.400 euro, accertata nel 2013, si applicano circa 3mila euro di interessi per ritardata iscrizione a ruolo (il 90% della maggior imposta dovuta), che con la rottamazione non saranno più dovuti.

La Rateazione

Fra le ipotesi allo studio, in vista del provvedimento definitivo, c’è anche la possibilità di una rateazione da 12 a 24 mesi (uno o due anni) per chi aderisce alla pseudo-sanatoria (ma che di fatto non può definirsi tale perché non prevede riduzioni d’imposta ma l’eliminazione di sanzioni applicate).

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